Quando i nodi vengono al pettine: i genitori alle prese con il figlio adolescente

Con l’avvento della preadolescenza emergono dal sonno del periodo precedente impulsi aggressivi che spingono il ragazzino o la ragazzina a ribellarsi ai genitori, atteggiamento che potrà consolidarsi e inasprirsi ben presto con il passaggio all’adolescenza.

Si tratta di spinte finalizzate alla separazione, al taglio del cordone ombelicale psicologico che predispongono il figlio al balzo finale, quello in forza del quale sarà in grado di staccarsi definitivamente dai genitori per formare la sua famiglia ed avere figli.

Se nella preadolescenza si assiste all’emergere improvviso di spinte aggressive che spingono il fanciullo alla ribellione, con l’avvento dell’adolescenza tali spinte saranno mitigate dall’emergere della sessualità genitale, anche se il carattere problematico della relazione con i genitori potrà risultare accentuato dal tentativo di conquista di una sempre maggiore indipendenza, cosa che i genitori potranno sopportare con fatica ancora maggiore rispetto alle precedenti reazioni aggressive e ribelli.

Pur risultando del tutto normale questo processo apparirà più o meno conflittuale e problematico, a seconda del rapporto preesistente con gli stessi genitori.

Se il rapporto è stato improntato alla comprensione e all’empatia le tensioni risulteranno probabilmente più sfumate e tenderanno facilmente a stemperarsi, mentre nel caso in cui abbia prevalso un atteggiamento autoritario da parte di uno o di entrambi i genitori (e vi siano perciò molti scheletri nell’armadio della relazione sotto forma di conflitti irrisolti) il rapporto potrà evolvere in una direzione più problematica.

Comunque vada, in occasione della preadolescenza e soprattutto dell’adolescenza il rapporto genitori-figli cambia radicalmente, situazione che spesso i genitori non sono preparati ad affrontare.

In tal senso conoscere e comprendere le precedenti dinamiche può aiutare a far fronte a questo difficile periodo, difficile per i figli a anche per i genitori: dato che si tratta di un periodo evolutivo in cui l’intera personalità è soggetta ad un rimpasto, emerge fortunatamente anche la possibilità di correggere gli “errori” compiuti fino a quel momento e rivedere la cornice della relazione.

Regola aurea è tener presente che la comprensione rappresenta un fondamentale bisogno per ogni essere umano coinvolto in una relazione significativa e quale relazione può essere più significativa di quella genitore-figlio? Ecco che il dialogo, la vicinanza emotiva e la disponibilità ad ascoltare i problemi del proprio figlio senza pretendere di rivelare grandi verità e rappresentare un faro di imperitura saggezza può rivelarsi l’antidoto a molti trascorsi veleni, l’olio sugli ingranaggi della relazione.

Stefano Boschi