Mio figlio ha quindici anni e rimane spesso chiuso in casa, davanti al tablet e al computer a chattare, come se non gli interessasse farsi degli amici veri. Mi potete spiegare cosa posso fare per convincerlo a uscire?

Ogni epoca ha i suoi problemi, in particolare a carico dei giovani. Oggi si osserva la strana tendenza da parte di alcuni adolescenti a chiudersi in casa, spesso davanti al pc o allo smartphone, nonostante questa sia l’età in cui di solito ci si apre al mondo, si sviluppano relazioni sempre più allargate e si inizia a esplorare e ad interagire con la realtà sociale circostante in modo sempre più adulto.

Si tratta a volte di un vero e proprio disturbo psicologico imperniato sull’evitamento che si sta purtroppo diffondendo tra i giovani che si sentono inadeguati, il che ha radici sia nell’ormai capillare diffusione di internet e dei social, sia nella sempre più diffusa sensazione di inadeguatezza che caratterizza la realtà giovanile in questa epoca storica.

In Giappone, dove questo fenomeno sta assumendo proporzioni quasi epidemiche, si parla dei giovani “hikikomori”,  letteralmente “stare in disparte, isolarsi”. Occorre non prendere sotto gamba questa tendenza sin dall’inizio del suo manifestarsi, parlare con il proprio figlio, permettergli di esporre i motivi sapendo che alla base vi è spesso un senso di incapacità e di inadeguatezza e, se necessario, rivolgersi ad un terapeuta prima che l’iniziale tendenza finisca con il rafforzarsi e cronicizzarsi.

Pubblicheremo presto un articolo su questo tema.