Quattro progetti di legge per riformare le istituzioni che si occupano di famiglie e minori.

La tragedia di Biella per tanti anni dimenticata, il caso “Veleno” dei falsi pedofili della bassa modenese, i recenti orrori di Reggio e Bibbiano hanno reso oltremodo evidente una cosa: c’è bisogno di un cambiamento radicale nel modo di operare delle istituzioni che si occupano di famiglie e minori.

Forse non è però altrettanto evidente che il grande nemico da battere è la speranza che questo cambiamento possa funzionare come una semplice “pezza al sedere”, una ritoccatina qua e là alle leggi vigenti peraltro nemmeno rispettate, un intervento mordi e fuggi come una commissione di inchiesta o di controllo.

Non basta continuare a dire che le cose non vanno e che vanno cambiate, questo ormai lo sappiamo fin troppo bene (anche se si fa finta che servano commissioni di inchiesta per “saperne di più”), occorre ora avanzare proposte concrete che possano essere urgentemente applicate.

Le cose vanno cambiate radicalmente e profondamente, anche se nessuno sembra proporre qualcosa di davvero risolutivo: per far questo occorre lavorare sulle persone, sugli operatori delle istituzioni, sui protocolli e sulle procedure, in altre parole sul “chi fa cosa e come” del lavoro che quotidianamente viene svolto dai tribunali, dai servizi sociali, dalle comunità, dai centri per la famiglia.

Occorre, in altre parole, una riforma globale che non lasci spazio ad altri orrori, che faccia (per quanto possibile e per quanto sembri impossibile) “contenti tutti!”.

Abbiamo per questo lavorato, Massimo Rosselli del Turco ed io, a quattro progetti di legge che nel loro insieme potrebbero rappresentare la soluzione, il profondo cambiamento di cui l’Italia, le famiglie, i genitori e i loro figli hanno assoluto bisogno.

Questi progetti vanno dal semplice al complesso, dall’intervento sintomatico urgente a quello più profondo: per usare un’espressione propria dell’ambito medico intendono “curare” non solo la malattia ma anche il malato!

 

PRIMA PROPOSTA DI LEGGE: NUOVO REGOLAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI

Si tratta di regolamentare i Servizi Sociali affinché diventino una risorsa al servizio delle famiglie e dei minori in difficoltà, piuttosto che una mina vagante che rischia di fare i danni che ben conosciamo e che stanno tristemente emergendo alla coscienza dell’opinione pubblica.

 

SECONDA PROPOSTA DI LEGGE: RIFORMA DELLE COMUNITA’ DI ACCOGLIENZA PER MINORI

Si tratta di ristrutturare la funzione delle comunità in cui fino ad oggi sono stati reclusi e separati dai genitori migliaia di bambini in nome della loro “tutela”, al fine di renderle luoghi in cui ci si prende cura della famiglia in difficoltà e della relazione genitori-figlio lacerata al fine di ricucirla e non di interromperla o distruggerla; interventi di questo tipo sarebbero necessari in tantissimi casi di abusi istituzionali avvenuti negli anni recenti.

 

TERZA PROPOSTA DI LEGGE: IL NUOVO RITO PARTECIPATIVO

Si tratta di un protocollo già in uso presso il Tribunale di Milano che si rivolge alle coppie di genitori che vogliono separarsi in modo conflittuale e che può essere ampliato nei modi e negli intenti, al fine di integrare giurisprudenza e psicologia. Il nuovo protocollo prevede che la famiglia in via di scioglimento venga seguita al fine di garantire una certa stabilità sul piano della genitorialità a vantaggio non solo del minore ma dell’intero sistema relazionale: se non ci si rivolge all’intero sistema non si può, infatti, garantire al figlio la possibilità di crescere con sufficiente serenità (sarebbe come pensare che una pianta possa crescere sana e forte senza essere ben radicata nella terra di cui ha evidente bisogno).

 

QUARTA PROPOSTA DI LEGGE: INIZIATIVE DI SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA E ALLA GENITORIALITA’ ASSIEME A PERCORSI DI FORMAZIONE PER GLI INSEGNANTI DI TUTTE LE SCUOLE

Questo progetto è alquanto complesso e si rivolge più di quanto non facciano i precedenti al terreno di fondo, all’intera società in divenire. Nella sostanza prevede iniziative di varia natura a sostegno della famiglia e della genitorialità, nonché dell’istituzione di importanza centrale per l’intera società: la scuola. Per quanto riguarda quest’ultima, occorre formare adeguatamente gli insegnanti (che oggi mancano addirittura di un metodo didattico condiviso e fondato su basi scientifiche) al fine di renderli dei “superprofessionisti” in grado di formare a loro volta gli studenti e creare così le basi di una società equilibrata. A questo proposito esiste già un metodo elaborato su solide basi scientifiche pronto per essere oggetto di formazione.

 

Affinché queste proposte di legge possano avere una qualche possibilità di essere vagliata del Parlamento occorre una solida base popolare, un movimento di opinione che le sostenga: nel prossimo post ti faremo sapere come fare a fornire il tuo sostegno, nel frattempo rendici nota la tua opinione in proposito, facci sapere cosa ne pensi.

Stefano Boschi