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Collana per l’educazione

Active Education si rivolge agli educatori e si fonda su una semplice constatazione: se da una parte il “mestiere” del genitore è il più difficile del mondo, dall’altra nessuno aiuta i genitori ad acquisire le fondamentali conoscenze operative necessarie a svolgerlo nel migliore dei modi.
Se nelle culture tradizionali tali conoscenze risultano implicite, nella nostra non certo a misura d’uomo e tantomeno di bambino ciò purtroppo non accade.
I genitori rimangono spesso intrappolati nel dilemma tra autoritarismo e permissivismo, finendo per assumere rigidamente l’una o l’altra posizione oppure oscillare tra le due come un pendolo.
Per tanti versi la nostra può essere definita una «società malata» e il testo individua, all’interno dell’ottica psicosomatica, quei fattori del processo educativo che costituiscono le premesse alla patogenesi, che ritroviamo cioè alla base di ogni possibile patologia.
Il presente metodo offre quindi precise indicazioni su come realizzare un’educazione «libera dai conflitti», quella che si può definire «pedagogia della salute» in senso fisico, psichico e relazionale, un’educazione che pone al centro il primo bisogno di ogni essere umano: il benessere, la condizione per noi naturale come esseri umani.

Active Learning si rivolge a tutti gli insegnanti e si fonda sul principio secondo il quale la condizione ideale per apprendere è assumere un ruolo attivo e creativo, in cui lo studente può attivare le proprie risorse interne.
«Apprendere è un’azione!»: tale aforisma rappresenta l’essenza stessa del metodo: solo ponendo lo studente in una posizione attiva e creativa che gli permette di soddisfare il suo naturale bisogno di autorealizzazione gli si può davvero insegnare ed egli può davvero apprendere.
Spesso la nostra scuola induce ad assumere una posizione passiva e gli studenti si ritrovano così nel ruolo di semplici ricettacoli di nozioni e di informazioni fornite «a scatola chiusa» dall’insegnante.
Occorre distinguere tra la conoscenza di una materia e saperla insegnare, due competenze che si rivelano necessariamente assai diverse: occorre quindi «apprendere ad insegnare» al fine di «insegnare ad apprendere».
Dal punto di vista delle neuroscienze si tratta di adottare quegli accorgimenti didattici necessari a stimolare le funzioni dell’emisfero destro, depositario della spinta motivazionale da cui nascono curiosità e interesse, in altre parole il piacere di imparare mentre si procede alla scoperta del mondo.

Genitori è bello si rivolge a tutti i genitori, gli eroi senza volto che ogni giorno svolgono il “mestiere” più bello e più difficile del mondo!
Abbiamo mai provato a camminare su una fune tesa? È molto semplice e molto difficile allo stesso tempo, semplice non è, infatti, sinonimo di facile.
Lo stesso accade al genitore: anche se richiede azioni molto semplici può però nel suo insieme rivelarsi un compito assai difficile.
Apprendere come pilotare un aereo, realizzare un progetto edilizio o un impianto elettrico non è certo impresa da poco.
Educare un figlio è però materia più complessa, giacché è un essere umano che cambia continuamente e non ci si può rapportare a lui o a lei sempre nello stesso identico modo!
Questo manuale a fumetti, ispirato ad Active Education, non pretende di insegnarti a «fare il genitore» perché non lo si può imparare una volta per tutte.
Intendo solo suggerirti qualche principio fondamentale dell’educazione, principio valido per ogni essere umano in ogni tempo e che ogni genitore ha bisogno di sapere, affinché possa svolgere nel migliore dei modi il mestiere più bello e difficile del mondo.

pedagogia_modelli_adattivi

Pedagogia dei Modelli Adattivi è un testo di psicopedagogia clinica che prende in esame le ipotetiche radici relazionali del disagio sia nel bambino che soprattutto nell’adulto legate al processo educativo.
I rapporti precoci che rappresentano lo sfondo di tale processo sono qui visti come il terreno di coltura di ogni forma di patologia, di natura cioè psicologica, relazionale, comportamentale e somatica.
Facendo riferimento alla Terapia dei Nuclei Profondi viene considerata l’influenza delle “parti della personalità” nel rapporto genitore-figlio, in modo tale che il genitore viene interiorizzato dal bambino attraverso la maschera adattiva dominante del primo.
Ciò produce, a sua volta, una reazione di adattamento da parte del figlio che, assieme agli stati emotivi non accolti, finiscono per alimentare la patogenesi in tutte le sue forme.
Il testo prende quindi in esame tale processo, evidenziando le fasi cruciali e fornisce una chiara visione di un intervento fondato sulla ristrutturazione dei modelli adattivi che stanno alla base della genitorialità.
Anche se oggi si parla diffusamente di genitorialità spesso non se ne dà una definizione operativa, tale da permettere un intervento a sostegno di una ristrutturazione funzionale dei modelli adattivi adottati dal genitore nei confronti del figlio.

Collana per la famiglia

consulenza_familiare_comunita

Consulenza familiare di comunità è un protocollo di intervento pensato per gli operatori che lavorano all’interno delle comunità che accolgono i minori che provengono da famiglie problematiche o privi di figure che si prendano cura di loro.
Oggi nel nostro Paese la situazione che riguarda le comunità di accoglienza appare particolarmente critica e richiede di essere affrontata con grande urgenza.
Spesso il giudice, di fronte alle diverse forme di conflittualità familiare decide di inviare il figlio in comunità separandolo dai genitori: in tal modo si finisce per adottare alla lettera lo stratagemma che re Salomone applicò con le due donne che rivendicavano entrambe la maternità di un bambino.
Dato che ciò va contro ogni più elementare principio legato al sano sviluppo psichico del soggetto in età evolutiva, da parte degli autori è attualmente allo studio un progetto di legge che prevede un intervento volto a ricucire il tessuto relazionale lacerato e che ha come teatro le comunità di accoglienza per minori.

Il-lavoro-istituzionale-rivolto-alla-famiglia-con-minore-a-rischio

Il lavoro istituzionale rivolto alla famiglia con minore a rischio si rivolge agli operatori che, in ambito istituzionale e a vario titolo, si occupano della famiglia problematica all’interno della quale si trova un minore, il cui normale e sereno sviluppo potrebbe rivelarsi a rischio a causa delle dinamiche relazionali che caratterizzano il sistema familiare.
Il testo prende in esame le situazioni che richiedono l’intervento delle istituzioni a tutela del minore, il che può avvenire per disposizione del giudice oppure su richiesta di uno o di entrambi i genitori.
La tesi centrale di questo lavoro è che, nell’ipotesi di rischio evolutivo a carico del minore, sia necessaria la definizione di adeguati criteri oggettivi per descrivere e valutare le dinamiche familiari disfunzionali, al fine di trovarvi rimedio.
A tali criteri dovrebbero quindi fare riferimento le tre principali figure istituzionalmente preposte, quali assistente sociale, consulente tecnico e giudice, al fine di realizzare in modo armonico e allineato il principio della multiprofessionalità.

intervista_assistente_sociale

L’intervista con l’assistente sociale si rivolge a coloro che sono in procinto di separarsi, che l’hanno già fatto o che intendono rivolgersi al tribunale o ai Servizi Sociali a causa di un grave conflitto nella gestione dei propri figli, oppure che sono convocati dagli stessi servizi in relazione alle problematiche familiari che li coinvolgono.
Anche se i Servizi Sociali rappresentano un’istituzione al servizio del cittadino e della famiglia in difficoltà, occorre sapere come muoversi per non incorrere in alcuni inconvenienti.
Questo manuale non vuole sostituire il tuo avvocato, giacché è a lui a cui si dovrà, prima di tutto, fare riferimento per il fatto che ogni situazione va esaminata nelle sue peculiarità.
Si intende semplicemente offrirti alcuni suggerimenti utili ad affrontare nel modo migliore l’intervista con l’assistente sociale, mettendoti al corrente di alcuni tuoi fondamentali diritti e doveri spesso ignorati o taciuti.

Terapia-familiare-centrata-sul-figlio

Terapia familiare centrata sul figlio si rivolge ai terapeuti della famiglia proponendo una teoria ed un metodo di intervento sulle relazioni familiari innovativi, fondati sui concetti chiave della Terapia dei Nuclei Profondi.
La famiglia viene vista come un sistema complesso, formato da diversi sottosistemi a loro volta formati da individui e viene contemplato un approccio «dal basso» e uno «dall’alto».
Mentre il primo prevede l’analisi e l’intervento da attuare sui singoli sottosistemi e sugli individui, il secondo prende invece in considerazione l’intero sistema familiare.
Il testo traccia una mappa della patogenesi utilizzando costrutti quali «replica del rapporto deprivante», «cortocircuito relazionale adattivo» (vedi Terapia dei Copioni Relazionali), «sceneggiatura familiare».
La particolare forma assunta dalla patologia relazionale è considerata l’effetto dell’interazione tra i modelli adattivi adottati dai membri del sistema familiare: ecco che modificandone uno anche gli altri dovranno necessariamente modificarsi.
Di cruciale importanza in vista della ristrutturazione del modello di funzionamento della famiglia appare l’identificazione del «controller», cioè di quel modello adattivo che presenta l’influenza maggiore rispetto agli altri.

I-mercanti-dellanima

I mercanti dell’anima affronta un temo oggi sempre più scottante: l’alienazione genitoriale.
Si tratta della patologia delle relazioni familiari che sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, anche se non trova ancora riconoscimento nelle aule dei tribunali.
Questa che per certi versi deve essere considerata una grave mancanza riposa sul fatto che la PAS (Parental Alienation Syndrome) è stata finora analizzata principalmente secondo l’ottica psichiatrica, la quale prende le mosse dalla dimensione individuale come del resto fa quella medica di cui rappresenta un’estensione.
Il testo prende in considerazione tale problematica secondo quella che sembra l’unica prospettiva in grado di restituirle l’importanza che merita sul piano psicologico e sociale, ossia la prospettiva sistemica e relazionale.
Vengono perciò analizzati le sottili dinamiche relazionali e gli invisibili aspetti legati alla comunicazione che portano la coppia genitoriale non solo alla rottura ma anche a quel conflitto che sfocia nel tentativo di parte di uno o di entrambi di sottrarre all’altro genitore la possibilità e il diritto di relazionarsi con il figlio.
Si procede quindi offrendo possibili soluzioni che esulano dall’identificazione del «colpevole designato», visione che finisce per alimentare il senso di impotenza del genitore alienato.

Collana giuridica e sociale

Manuale-per-la-tutela-del-Minore-interrogato-da-Assistenti-Sociali-Consulenti-Tecnici-Giudici

Il manuale si rivolge alle famiglie coinvolte nelle separazioni, ai consulenti tecnici d’ufficio, ai consulenti di parte, agli avvocati, ai giudici,
Il lavoro propone tutte le soluzioni per intervistare i minori nel modo corretto e soprattutto per tutelarlo da eventuali errori od omissioni degli intervistatori.
Il lavoro è frutto di un minuzioso confronto, un’attenta metanalisi e un confronto fra le linee guida italiane, inglesi, Statunitensi  e di altre nazioni

Manuale-per-la-tutela-dellutente-nella-circostanza-di-una-Consulenza-Tecnica-dUfficio

Il manuale si rivolge alle famiglie coinvolte nelle separazioni, ai consulenti tecnici d’ufficio, ai consulenti di parte, agli avvocati, ai giudici.
Il lavoro esamina in particolare alcune situazioni nelle CTU che a volte gli operatori coinvolti sottovalutano, non conoscono o non sanno risolvere.

Manuale-per-la-tutela-dei-diritti-delle-famiglie-nei-rapporti-con-il-Servizio-Sociale

Il manuale si rivolge alle famiglie coinvolte nelle separazioni, agli avvocati, agli Assistenti Sociali.
Il lavoro cerca di proporre nuove linee guida per evitare errori nel gestire il lavoro del Servizio Sociale e per la tutela dei diritti delle famiglie e dei minori.
Fra le nuove proposte si parla di poter affiancare agli operatori del sociale nuove figure multi professionali che possano garantire una maggiore protezione per i nostri figli più sfortunati.

Manuale-per-la-tutela-dei-diritti-delle-famiglie-attraverso-la-Carta-dei-Servizi-Sociali

Il manuale si rivolge alle famiglie che avvicinano il Servizio Sociale illustrando i loro diritti e doveri della pubblica amministrazione che devono trovare nella suddetta Carta.
Si rivolge di conseguenza alla Pubblica amministrazione per non disattendere all’art.13 comma 1,2,3 della legge quadro 328 del 2000 che se non ottemperato potrebbe portare l’Ente Comunale al risarcimento di danni verso il cittadino non tutelato.
Il manuale mette quindi in evidenza l’importanza della Carta dei Servizi Sociali, peraltro oggi grandemente disattesa.

Manuale-per-la-tutela-delle-famiglie-coinvolte-nellallontanamenti-dei-propri-figli

Il manuale si rivolge alle famiglie coinvolte nell’allontanamento dei loro figli per presunte o circostanziate negligenze nei loro confronti, agli avvocati che devono tutelare i loro clienti nelle circostanze elencate, agli assistenti sociali per esercitare la giusta prudenza quando sono demandati dalla Pubblica Amministrazione per un allontanamento di un minore.
Il manuale si rivolge infine alla Pubblica amministrazione per proporre un’equipe specializzata che possa garantire sempre un allontanamento del minore dalla propria famiglia naturale in una maniera meno traumatica di quanto si faccia adesso in Italia.risolvere.

Proposte-per-Nuove-linee-guida-per-il-Servizio-Sociale-Minori

Il presente lavoro si propone di assicurare la tutela dei diritti delle famiglie che si avvicinano al Servizio Sociale Minori dell’Ente Locale suggerendo nuove Linee Guida per un Servizio più moderno ed efficiente valorizzando anche le potenzialità e le risorse presenti sul territorio.

Psicosomatica

Metodo-PsicheSoma

Metodo PsicheSoma si rivolge agli psicoterapeuti che si occupano di psicosomatica e prende le mosse dalla Terapia dei Nuclei profondi, riconducendo la patogenesi somatica al “gioco delle parti”.
Dopo aver passato in rassegna diversi modelli di psicosomatizzazione, viene esaminato il caso di una paziente affetta da sclerosi multipla, mettendo in evidenza come tale malattia possa ampiamente definirsi “annunciata”.
Si impone gradualmente e con crescente evidenza l’ipotesi secondo cui alla base delle malattie più gravi, quelle croniche e degenerative, vi sarebbe un modo errato di gestire i conflitti interni.
In occasione di eventi particolarmente stressanti o traumatici, due modelli di adattamento competerebbero nel tentativo di assumere il controllo del comportamento: quello che esce sconfitto dal confronto troverebbe quindi il proprio esilio nel corpo, innescando i meccanismi patogenetici che conducono alla malattia.

Comunicazione in ambito clinico

La-Comunicazione-libera-dai-conflitti

La Comunicazione libera dai conflitti parte dalla constatazione che il modo di comunicare proprio della nostra società e della nostra cultura è irto di conflittualità.
Stando ad un’attenta analisi questa triste peculiarità mostrerebbe radici che possono definirsi epistemologiche: si tratterebbe in pratica della nostra visione del mondo improntata ai principi del neopositivismo e del razionalismo, in modo da risultare dominata dalla ricerca di ciò che è vero e di ciò che è giusto.
Se nella gestione del nostro ambiente fisico tali principi si rivelano indubbiamente utili e appropriati, nella gestione delle relazioni e dei relativi problemi si rivelerebbero invece fatalmente forieri di pesanti effetti collaterali.
Il problema risiederebbe nel fatto che nonostante ognuno creda nell’esistenza di una verità uguale per tutti, la personale percezione della stessa appare invece inevitabilmente difforme da persona a persona, così come quello che riteniamo giusto e ingiusto.

Copertina Comunicazione 2

La Comunicazione vista dal nostro cervello identifica due fondamentali modi di comunicare: uno improntato alla razionalità, l’altro intriso di elementi irrazionali ed emozionali. Si tratta di modi di comunicare non solo diversi ma addirittura contrapposti, che riflettono le funzioni dei due emisferi cerebrali e il principio di dominanza funzionale che li caratterizza. Emergerebbero così due distinti “interlocutori emisferici” i quali, ben lungi dal rivelarsi armonici e ben integrati, appaiono in perenne conflitto: ciò produce non solo conflitto con gli altri ma prima di tutto nel nostro modo di pensare e di sentire. Tale situazione discende dal livello di evoluzione raggiunto attualmente dalla nostra specie può essere rimodulata e il testo suggerisce come armonizzare questi nostri interlocutori emisferici al fine di sciogliere i conflitti, realizzare una comunicazione armonica e stabilire così buone relazioni.

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