La medicina nella didattica: disturbi specifici dell’apprendimento e parassitosi

Oggi si parla molto di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), un problema che affligge una percentuale sempre maggiore di bambini.

Al momento non abbiamo dati univoci sull’incidenza di questi disturbi anche la stima attuale si aggira attorno al 3-5% a seconda dell’età, dei criteri e degli strumenti di diagnosi utilizzati dai ricercatori.

Si tratta di dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, che mostrano un’alta incidenza di comorbilità con condizioni cliniche quali ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), Disturbi dell’umore, Disturbo d’ansia, Disturbi del comportamento.

Accanto agli studi che fanno risalire questi disturbi a fattori neuropsicologici vanno considerati fattori ambientali, sociali, familiari e culturali, che possono contribuire alla modalità di espressione di queste problematiche.

Un ulteriore fattore di comorbilità ben poco considerato è costituito dalla parassitosi intestinale, di cui si parla poco anche a causa della difficoltà della diagnosi con mezzi convenzionali come l’esame delle feci, pur essendo in costante crescita nonostante si dedichi molta attenzione all’igiene e alla disinfezione.

Questo fatto ci spinge a pensare che questa patologia non sia legata soltanto ad una questione di igiene ma che debbano esserci altri fattori sui quali è necessario indagare meglio e che affronteremo in dettaglio nei prossimi articoli.

È noto che i falsi negativi, quei soggetti cioè il cui esame delle feci risulta negativo anche se sono affetti da parassitosi, sono tanti è questo dipende da diversi fattori quali modalità di prelievo del campione fecale, modalità di trasporto del campione da casa al laboratorio, tipologia di terreno di coltura utilizzato dal laboratorio per la ricerca dei parassiti, tempo in cui il campione fecale viene lasciato nel terreno di coltura.

Tutte queste variabili difficilmente controllabili sono le responsabili delle difficoltà diagnostiche delle parassitosi e quindi della loro sottostima rispetto ai valori reali. Esistono diversi tipi di parassiti e quelli più frequentemente presenti nel sistema digestivo umano sono i metazoi e i protozoi.

A questo punto vien da chiedersi per quale motivo parliamo di parassitosi intestinale in un articolo su DSA, ADHD, disturbi d’ansia o comportamentali e via dicendo?

Il motivo è che alcuni sintomi con cui si manifestano i parassiti appaiono sovrapponibili a quelli che oggi vengono classificati come DSA, ADHD, ecc.

L’evidenza clinica mostra che quando si riesce a fare diagnosi di parassitosi in un bambino con diagnosi di DSA, ADHD, disturbi d’ansia o comportamentali e viene attuata una terapia mirata alla bonifica intestinale e al riequilibrio del microbiota (la flora batterica intestinale) i sintomi neuropsicologici si riducono notevolmente e la risposta alle terapie di riabilitazione sono migliori.

L’associazione che viene spontanea tra cervello e intestino riporta a galla la vecchia teoria del cervello detto “enterico”, così definito a causa della quantità dei neuroni presenti nell’intestino.

Quando parliamo in termini di “pensare con la pancia” facciamo riferimento ad esso e ci riferiamo ad una forma di elaborazione delle informazioni provenienti dall’ambiente in termini di piacevole-spiacevole (e quindi di utile-dannoso), a cui è almeno in parte legato il nostro stato di benessere-malessere psicofisico.

Questa sorta di bussola naturale, di cui il bambino appena nato risulta dotato, risulta primaria rispetto a quella culturale che fa capo all’attività del cervello propriamente detto o encefalico, anche se quella viene totalmente dimenticata o quasi in favore di quest’ultima, la qual cosa non può non comportare un prezzo da pagare.

Giorgio Crucitti