La rubrica di Rita Rondinelli


La storia di Raperonzolo: una storia che si ripete ancor oggi tra genitori e figli

C’era una volta un uomo e una donna che da molto tempo desideravano invano un bambino, fino a che un bel giorno la donna scoprì che lo stava aspettando.

Dalla finestrella della loro casa si poteva scorgere un bellissimo giardino, il giardino di una maga che era pieno di fiori e di erbe di ogni genere: la donna se ne stava spesso alla finestra guardandolo quando un giorno vi scorse dei bellissimi raperonzoli dall’aspetto davvero invitante.

Il fattore “X”: l’alienazione è davvero una patologia della relazione?

Quando si parla di alienazione genitoriale o parentale occorre operare alcune importanti distinzioni, per non rischiare di prendere fischi per fiaschi.

Vi sono casi in cui il figlio rifiuta autonomamente di incontrare un genitore, il che potrebbe avvenire anche a causa dell’inadeguatezza di quest’ultimo: in tali frangenti non si può a giusta ragione parlare di alienazione bensì di estraneazione, fenomeno che punta ad un problema di fondo nel rapporto tra genitore e figlio.

Ascoltando certi racconti viene spontaneo porsi una domanda che suona tanto importante quanto inquietante: come può,

Il disegno di legge “Pillon”: verso l’affido materialmente condiviso

L’agosto scorso è stato presentato alla commissione Giustizia del Senato il disegno di legge 735, meglio conosciuto come “DDL Pillon”, che introduce una serie di modifiche in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei minori, in ottemperanza agli intenti contenuti nel contratto di governo, che tra le altre cose prevede il contrasto all’a­lienazione genitoriale.

L’obiettivo dichiarato è la progressiva “de-giurisdizionalizzazione” del conflitto familiare in relazione all’affido del minore e la volontà di rimettere al centro la famiglia e i genitori,

Potreste spiegarmi qual è la differenza tra affido “legalmente” e “materialmente” condiviso?

La legge 54 del 2006 ha stabilito l’affido legalmente condiviso, ossia il diritto di entrambi i genitori di esercitare la loro funzione genitoriale nel rapportarsi con il figlio, in caso di separazione giudiziale. Questa legge giusta in via di principio non ha però garantito ai due genitori separati un rapporto paritario sul piano dei tempi di permanenza con il figlio e quindi sul piano della qualità del rapporto oltre che della “quantità”.

Un problema di fondo è legato al fatto che in presenza di un figlio molto piccolo la madre è stata fino ad oggi privilegiata all’interno delle aule dei tribunali,

La questione degli affidi: le due facce della stessa medaglia

Quando re Salomone ordinò di tagliare in due il bambino conteso dalle due donne lo fece sul filo di uno stratagemma: in altre parole non intendeva davvero farlo ma solo scoprire chi fosse la vera madre.

Da tempo, nelle aule dei tribunali la spada della legge finisce spesso per tagliare a metà non già il minore bensì la sua relazione con uno o entrambi i genitori, il che avviene in forza dell’istituto dell’affido.

A volte gli ingranaggi della giustizia finiscono per frantumare anche il rapporto tra fratelli,

Una storia vera: la storia di F., una figlia alienata

La storia che sta per essere raccontata è la storia di F. che da bambina fu alienata, storia scritta da lei stessa una volta divenuta adulta.

Quando avevo 13 anni, mia madre si innamorò di un altro uomo, e decise di separarsi da mio padre. Io fui la prima a saperlo, perché come in altre occasioni, ne aveva parlato a me come fossimo amiche.

Sapevo che non si sentiva amata da mio padre, lo avevo saputo già da quando ero piccola,

Genitorialità e disagio: l’alienazione genitoriale (o parentale) è una patologia?

Ultimamente si fa un gran parlare di PAS, la Parental Alienation Syndrome, categoria clinica proposta nel 1985 dallo psichiatra americano Richard Gardner, anche se nelle aule dei tribunali è stata finora oggetto del reiterato rifiuto a causa della presunta “mancanza di scientificità (fatta eccezione per alcune sentenze del 2010 e del 2011 pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo).

Attualmente si tende a parlare in termini di “alienazione genitoriale” o “alienazione parentale”, includendo nel problema, in questo secondo caso,

La famiglia malata oggi: il problema dell’alienazione genitoriale

Nel clima di crisi della famiglia oggi imperante assistiamo al progressivo diffondersi di un problema di cui fino a qualche tempo fa non si parlava, chiamato “alienazione genitoriale”.

Si tratta del tentativo riuscito da parte di un genitore di allontanare il figlio dall’altro, alienandolo appunto dal rapporto con lui e, dunque, dalla sua funzione genitoriale, il che si verifica soprattutto nei casi di separazione e divorzio.

Nei casi più gravi il figlio rifiuta di vedere il genitore detto “alienato”,

Il rapporto tra alienazione, violenza familiare, conflitto genitoriale

Credo sia prima di tutto necessario precisare il significato del verbo “alienare” ovvero “rendere qualcuno estraneo, ostile ad altri, far perdere a qualcuno l’altrui benevolenza, allontanare”: questo verbo è tanto più crudo e terribile se riguarda madri, padri e figli.

Al corrispondente sostantivo “alienazione”, poi, preferisco aggiungere l’aggettivo “parentale”, piuttosto che “genitoriale” spesso in uso, perché chi viene allontanato – incolpevole – e trasformato in un nemico non è solo l’altro genitore.

Si induce, infatti, un’ostilità ingiustificata e feroce anche nei confronti di tutta la sua famiglia e,

La storia di A.: una figlia alienata

La storia che segue è raccontata da una donna che fu una figlia alienata ed è tratta dall’e-book Il regno incantato di prossima pubblicazione su questo sito.

Mio padre è andato via di casa (o meglio, è stato mandato via da mia madre) quando avevo circa due anni quindi non ho avuto modo di instaurare un rapporto padre-figlia con lui. Negli anni a seguire lo vedevo raramente fino ad arrivare a una o due volte l’anno intorno ai 10 anni.

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