Questa settimana parliamo di …


Genitorialità ed educazione: la visione eroica come alternativa alla decadenza

La nostra cultura ha ormai ucciso gli antichi eroi e soffocato la dimensione mitologica, sostituendola con una scienza falsamente onnipotente, con l’illusione del tutto e subito e senza fatica, con l’illusione di poter diventare “campioni” acquistando l’ultimo gadget.

Bauman definisce liquida (Liquid modernity, Polity, Cambridge, 2000) la vita frenetica e priva di certezze a cui siamo ormai abituati fondata sul consumismo, per cui tutti sono uguali a tutti o vorrebbero esserlo possedendo le stesse cose che rappresentano i simboli del benessere.

La famiglia in condizioni di criticità: quando l’allontanamento del minore non è indispensabile

Una questione oggi alquanto dibattuta riguarda cosa fare di fronte a maltrattamenti e abusi ai danni di minori da parte dei genitori o di chi dovrebbe prendersi cura di loro.

La prassi spesso seguita dai Servizi Sociali a fronte di situazioni di grave inadempienza da parte dei genitori prevede l’allontanamento del minore dalla famiglia e la sua ricollocazione in strutture idonee, comunità di accoglienza, terapeutiche o case famiglia.

Più che una scelta suona come un dilemma,

Medicina e prevenzione: il “significato” della malattia

Se ci chiediamo qual è la causa di una certa malattia, poniamo ad esempio il raffreddore, la risposta potrà essere l’esposizione al freddo o l’aver contratto un virus influenzale.

Se poi – partendo da questa risposta – poniamo di nuovo la stessa domanda probabilmente otterremo una successiva risposta, come ad esempio una insufficiente risposta immunitaria.

Se continuiamo a porre più volte questa stessa domanda prendendo ogni volta le mosse dalla risposta precedente arriveremo verosimilmente ad un punto in cui non si potrà che rispondere: ‘Non si sa!”.

Nostro figlio ha cinque anni compiuti e non riusciamo a fargli fare le cose che gli chiediamo, vuole solo guardare i cartoni e non ascolta ragioni, anche se lo sgridiamo o gli spieghiamo bene le cose.

Quello che sembra mancare è ciò che chiamo “la fase dell’addestramento”. Si tratta di una fase del processo educativo in cui il bambino necessità di un’esperienza diretta della propria realtà ambientale.

Non basta dirgli che il fuoco brucia perché stia lontano dai fornelli, giacché la parola “brucia” senza la relativa esperienza non significa niente: la prima volta che si scotterà la mano allora e solo allora potrà comprenderne il significato.

Quando si addestra un animale gli si permette di accumulare una certa esperienza,

Una forma di prevenzione radicata nella natura umana: l’accoglimento delle emozioni spiacevoli

È certamente capitato a tutti di interagire con un bambino che vuole a tutti i costi qualcosa da un adulto, fino a che tale richiesta finisce per esulare dalla cosa in sé e interessare maggiormente la relazione che esiste tra i due.

Dopo che l’adulto ha negato la richiesta dal bambino e questi si mostra offeso e arrabbiato, se il primo cambia improvvisamente idea e diviene disponibile può trovarsi di fronte a una reazione apparentemente inspiegabile: il bambino ora rifiuta ciò che prima richiedeva insistentemente.

Genitorialità: allarme nuove dipendenze, attenti al telefonino!

Volendo riprendere la seppur dubbia distinzione tra le droghe cosiddette leggere e quelle cosiddette pesanti, siamo oggi di fronte al dilagare di forme di dipendenza “leggera”, che in realtà rivelano il loro devastante potere sulle giovani menti.

Si tratta della dipendenza dal telefonino e dai social, che entrano in sordina nella vita quotidiana dei nostri figli come qualcosa di assolutamente normale, per poi mostrare in molti casi il loro vero volto quando è ormai troppo tardi: il vortice della dipendenza si è ormai innescato e il bambino,

Genitorialità: il dilemma del genitore, addestrare o educare i propri figli?

Una sconcertante osservazione a proposito della genitorialità è che il modo in cui educhiamo i nostri figli somiglia per certi versi a quello del domatore che addestra gli animali del circo.

Per quale motivo questi insegna alla tigre a saltare attraverso il cerchio di fuoco e a fare altri esercizi del genere? Per il bene della tigre o per il proprio?

Evidentemente si tratta della seconda ragione, proprio per il fatto che la tigre tende naturalmente a stare lontana dal fuoco e non costituisce affatto un suo bisogno saltarci attraverso.

Ho un figlio che è stato bocciato al primo anno del liceo di scienze umane. È un DSA e non ha ancora le idee chiare su cosa scegliere, se rifare la prima o cambiare scuola. Avete dei suggerimenti? Premetto che ha un fratello gemello che frequenterà la seconda al liceo scientifico. É ancora un po’ immaturo.

Prima di tutto occorre considerare che sebbene ai DSA siano state attribuite radici neurobiologiche (vedi mio articolo “Scuola e disturbi dell’apprendimento: alla ricerca delle possibili origini”) l’ipotesi più economica è quella che punta i riflettori sull’interferenza che la sfera emotiva ha sulle funzioni cognitive.

In soldoni, si tratta di porsi la seguente domanda: “Quali sono i possibili fattori emotivi che potrebbero interferire con le funzioni cognitive determinando difficoltà nell’apprendimento?”.

Fatte queste debite premesse siamo di fronte a due livelli di un possibile intervento: quello che si rivolge alle radici richiede di capire quali siano i fattori relazionali che andrebbero riconosciuti e rimodulati,

La medicina nella didattica: disturbi specifici dell’apprendimento e parassitosi

Oggi si parla molto di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), un problema che affligge una percentuale sempre maggiore di bambini.

Al momento non abbiamo dati univoci sull’incidenza di questi disturbi anche la stima attuale si aggira attorno al 3-5% a seconda dell’età, dei criteri e degli strumenti di diagnosi utilizzati dai ricercatori.

Si tratta di dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, che mostrano un’alta incidenza di comorbilità con condizioni cliniche quali ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), Disturbi dell’umore,

Scuola e bisogno di autorealizzazione: verso la didattica del benessere

Oggi, all’interno della scuola, assistiamo all’introduzione di nuovi metodi e di strategie innovative. Si guarda con grande interesse al modello finlandese, improntato alla libera espressione e al contenimento del carico didattico in termini di tempo trascorso a scuola e di compiti a casa.

Sulla scia del concetto di “intelligenza emotiva” si parla di “didattica delle emozioni”; sono inoltre stati elaborati metodi per apprendere la matematica in modo divertente (vedi ad esempio il metodo detto “analogico” di Bortolato).

Nel 2010 dagli Stati Uniti giunge a noi la “flipped classroom” o scuola capovolta,

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