Questa settimana parliamo di …


Quando i nodi vengono al pettine: i genitori alle prese con il figlio adolescente

Con l’avvento della preadolescenza emergono dal sonno del periodo precedente impulsi aggressivi che spingono il ragazzino o la ragazzina a ribellarsi ai genitori, atteggiamento che potrà consolidarsi e inasprirsi ben presto con il passaggio all’adolescenza.

Si tratta di spinte finalizzate alla separazione, al taglio del cordone ombelicale psicologico che predispongono il figlio al balzo finale, quello in forza del quale sarà in grado di staccarsi definitivamente dai genitori per formare la sua famiglia ed avere figli.

Se nella preadolescenza si assiste all’emergere improvviso di spinte aggressive che spingono il fanciullo alla ribellione,

“Argento vivo”: da San Remo una canzone di protesta

Ha colpito nel segno la canzone denuncia “Argento Vivo” di Daniele Silvestri che racconta il dramma dei minori sedati, la cui unica colpa è di avere l’argento vivo addosso.

Ma in modo probabilmente casuale c’è stata una sorta di gemellaggio tra San Remo e l’ONU. Il Comitato dei Diritti del Fanciullo (CRC) delle Nazioni Unite ha appena pubblicato le sue Osservazioni e raccomandazioni all’Italia in merito all’implementazione dei diritti dei bambini. Queste Raccomandazioni sono il risultato di oltre due anni di indagini e discussioni con le autorità e il governo italiani.

“Fate la nanna”: come “educare” i bambini piccoli a dormire da soli

Su come comportarsi con i bambini ancora molto piccoli in relazione al dormire  ci sono diverse scuole di pensiero: una sostiene che il bambino debba dormire da solo sin dalla più tenera età, l’altra appare invece più favorevole al cosiddetto co-sleeping se non al co-bedding.

Per quanto riguarda il primo modo di vedere le cose è noto il metodo Ferber-Estivill, il quale prevede che il neonato dorma nella sua cameretta poco dopo la nascita.

Quando il figlio non ha voglia di andare a scuola

Se ci trovassimo di fronte ad un fiume che scorre in salita cosa ci chiederemmo? «Come facciamo a farlo scorrere in discesa?» o piuttosto «Perché non scorre verso il mare come fanno tutti i fiumi?»?

Eludendo questa seconda domanda rischiamo di confondere la scuola dell’obbligo con l’obbligo della scuola. Per tracciare il confine tra le due cose occorre rendere l’apprendimento un avvincente viaggio di esplorazione e di scoperta.

Abbiamo mai osservato un gatto o un cane in una nuova casa?

Perché oggi sembra sia tanto difficile andare d’accordo, soprattutto tra genitori e figli?

Ci sono tanti modi per rispondere a questa domanda e forse quello più semplice fa capo al nostro consueto modo di comunicare.

Anche se sappiamo tutti parlare non è detto che siamo in grado di comunicare nel migliore dei modi e il motivo è fin troppo semplice: nessuno ce lo ha mai insegnato! A scuola si studia la grammatica, le regole della sintassi, ma non a stabilire e mantenere buone relazioni.

Uno dei più tipici esempi si ha,

Dalla tutela del minore alla tutela della relazione genitori-figli: allontanamento perché?

Certe volte mi chiedo se oramai ci siamo abituati alle tragedie, io per primo. Oggi riflettevo chiedendomi se tante storie di bambini sottratti ai loro genitori ci abbiano reso insensibili.

Insensibili. Proprio così, ci stiamo abituando a queste brutture, oramai è diventando quasi normale sentire queste storie e rendermi conto che per quanto mi possa dare da fare tutto continua sempre come prima.

Allora mi sono chiesto perché nella mia Italia che da bambino mi hanno insegnato ad amare,

Genitorialità e comunicazione: il potere del “non detto”

Si dice che la penna ferisca quanto la spada se non di più, anche se nessuno considera il male che a volte fa evitare il dialogo. La prima regola della comunicazione è, quindi, parlare!

Anche se suona come una battuta di spirito purtroppo non lo è. Non è che tra genitori e figlio non si parli ma lo si fa solo in particolari circostanze e a proposito di certi argomenti: per le situazioni spiacevoli e le emozioni definite “negative” sembra esservi una sorta di tabù non dichiarato che impone di tacere.

Genitorialità: i bambini “tiranni”

Ogni generazione non è esattamente uguale alla precedente: è come se ogni nuova generazione portasse con sé caratteristiche diverse che si rendono evidenti già nei bambini

Verso la riforma dell’intervento istituzionale rivolto alla famiglia problematica

È attualmente allo studio un progetto di riforma dell’intervento istituzionale rivolto alla gestione delle criticità del sistema familiare o di quello costituito dai genitori e dai figli. In tal senso appare necessario prendere le mosse non solo da come in apparenza stanno le cose ma dalla realtà profonda e quotidiana che attualmente caratterizza tale ambito, in altre parole dalla “prassi” comune.

La situazione attuale in materia di diritto di famiglia e della gestione delle suddette criticità vede il giudice prendere spesso provvedimenti che ricordano quello salomonico: invece di tagliare il bambino a metà oggi si finisce a volte per recidere i legami per lui più importanti,

Psicopedagogia clinica: il legame profondo tra valori e conflitti

Quando parliamo di educazione parliamo di quel processo attraverso cui i nostri figli imparano ciò che è importante nella vita, ossia di quelle cose astratte ma così potenti nel guidare il comportamento chiamate “valori”.

​​Anche se tendiamo a pensare che i valori siano universali e uguali per tutti in realtà si differenziano da persona a persona, anche se alcuni possono risultare condivisi.

​Alcuni considerano fare carriera la cosa più importante nella vita, altri che sia crearsi una famiglia,

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