Questa settimana parliamo di …


La questione degli affidi: le due facce della stessa medaglia

Quando re Salomone ordinò di tagliare in due il bambino conteso dalle due donne lo fece sul filo di uno stratagemma: in altre parole non intendeva davvero farlo ma solo scoprire chi fosse la vera madre.

Da tempo, nelle aule dei tribunali la spada della legge finisce spesso per tagliare a metà non già il minore bensì la sua relazione con uno o entrambi i genitori, il che avviene in forza dell’istituto dell’affido.

A volte gli ingranaggi della giustizia finiscono per frantumare anche il rapporto tra fratelli,

Scuola e disturbi dell’apprendimento: alla ricerca delle possibili origini

Un tempo si pensava che la malaria dipendesse dall’aria cattiva che circolava nelle aree paludose (da cui appunto “mala aria”), convinzione diffusa fino alla scoperta della zanzara che era in effetti causa della malattia.

Esistono legami sottili tra le cose, come appunto tra malaria e la zanzara che la diffonde, ed è compito della scienza scoprire tali invisibili connessioni.

Da anni oramai si parla dei disturbi specifici di apprendimento, i cosiddetti DSA, e delle loro presunte radici neuropsicologiche,

Educazione oggi: il dilemma del genitore tra permessivismo e punizione

Quando un genitore si chiede, preso in mille dilemmi, come si fa oggi ad educare un figlio ci sono due cose che occorre sapere: la prima è che si tratta di un processo estremamente complesso, la seconda è che mentre gli aborigeni australiani sanno già tutto noi purtroppo dobbiamo impararlo!

Il motivo è molto semplice: mentre loro vivono in armonia con la natura e con l’ambiente che li circonda noi siamo nella situazione esattamente opposta.

Viviamo in conflitto sempre più evidente con il nostro ambiente (al punto che rischiamo di tagliare il ramo sul quale siamo seduti!),

Quando i nodi vengono al pettine: i genitori alle prese con il figlio adolescente

Con l’avvento della preadolescenza emergono dal sonno del periodo precedente impulsi aggressivi che spingono il ragazzino o la ragazzina a ribellarsi ai genitori, atteggiamento che potrà consolidarsi e inasprirsi ben presto con il passaggio all’adolescenza.

Si tratta di spinte finalizzate alla separazione, al taglio del cordone ombelicale psicologico che predispongono il figlio al balzo finale, quello in forza del quale sarà in grado di staccarsi definitivamente dai genitori per formare la sua famiglia ed avere figli.

Se nella preadolescenza si assiste all’emergere improvviso di spinte aggressive che spingono il fanciullo alla ribellione,

“Argento vivo”: da San Remo una canzone di protesta

Ha colpito nel segno la canzone denuncia “Argento Vivo” di Daniele Silvestri che racconta il dramma dei minori sedati, la cui unica colpa è di avere l’argento vivo addosso.

Ma in modo probabilmente casuale c’è stata una sorta di gemellaggio tra San Remo e l’ONU. Il Comitato dei Diritti del Fanciullo (CRC) delle Nazioni Unite ha appena pubblicato le sue Osservazioni e raccomandazioni all’Italia in merito all’implementazione dei diritti dei bambini. Queste Raccomandazioni sono il risultato di oltre due anni di indagini e discussioni con le autorità e il governo italiani.

“Fate la nanna”: come “educare” i bambini piccoli a dormire da soli

Su come comportarsi con i bambini ancora molto piccoli in relazione al dormire  ci sono diverse scuole di pensiero: una sostiene che il bambino debba dormire da solo sin dalla più tenera età, l’altra appare invece più favorevole al cosiddetto co-sleeping se non al co-bedding.

Per quanto riguarda il primo modo di vedere le cose è noto il metodo Ferber-Estivill, il quale prevede che il neonato dorma nella sua cameretta poco dopo la nascita.

Quando il figlio non ha voglia di andare a scuola

Se ci trovassimo di fronte ad un fiume che scorre in salita cosa ci chiederemmo? «Come facciamo a farlo scorrere in discesa?» o piuttosto «Perché non scorre verso il mare come fanno tutti i fiumi?»?

Eludendo questa seconda domanda rischiamo di confondere la scuola dell’obbligo con l’obbligo della scuola. Per tracciare il confine tra le due cose occorre rendere l’apprendimento un avvincente viaggio di esplorazione e di scoperta.

Abbiamo mai osservato un gatto o un cane in una nuova casa?

Perché oggi sembra sia tanto difficile andare d’accordo, soprattutto tra genitori e figli?

Ci sono tanti modi per rispondere a questa domanda e forse quello più semplice fa capo al nostro consueto modo di comunicare.

Anche se sappiamo tutti parlare non è detto che siamo in grado di comunicare nel migliore dei modi e il motivo è fin troppo semplice: nessuno ce lo ha mai insegnato! A scuola si studia la grammatica, le regole della sintassi, ma non a stabilire e mantenere buone relazioni.

Uno dei più tipici esempi si ha,

Dalla tutela del minore alla tutela della relazione genitori-figli: allontanamento perché?

Certe volte mi chiedo se oramai ci siamo abituati alle tragedie, io per primo. Oggi riflettevo chiedendomi se tante storie di bambini sottratti ai loro genitori ci abbiano reso insensibili.

Insensibili. Proprio così, ci stiamo abituando a queste brutture, oramai è diventando quasi normale sentire queste storie e rendermi conto che per quanto mi possa dare da fare tutto continua sempre come prima.

Allora mi sono chiesto perché nella mia Italia che da bambino mi hanno insegnato ad amare,

Genitorialità e comunicazione: il potere del “non detto”

Si dice che la penna ferisca quanto la spada se non di più, anche se nessuno considera il male che a volte fa evitare il dialogo. La prima regola della comunicazione è, quindi, parlare!

Anche se suona come una battuta di spirito purtroppo non lo è. Non è che tra genitori e figlio non si parli ma lo si fa solo in particolari circostanze e a proposito di certi argomenti: per le situazioni spiacevoli e le emozioni definite “negative” sembra esservi una sorta di tabù non dichiarato che impone di tacere.

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