Questa settimana parliamo di …


“Ed ora si fa sul serio!”: dal governo giungono davvero le soluzioni?

Appare oltremodo confortante il fatto che chi ci governa si mostri sensibile al vergognoso scandalo del “mercato degli affidi” e volenteroso di porvi rimedio.

Capofila di coloro che si stanno prodigando in tal senso è certamente Alfonso Bonafede, il Ministro di Grazia e Giustizia, il quale con decreto ministeriale del 22 luglio ha istituto una “Squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori”, con il compito di «assicurare il raccordo fra i diversi attori coinvolti nei procedimenti di collocamento dei minori nelle comunità,

Quattro progetti di legge per riformare le istituzioni che si occupano di famiglie e minori.

La tragedia di Biella per tanti anni dimenticata, il caso “Veleno” dei falsi pedofili della bassa modenese, i recenti orrori di Reggio e Bibbiano hanno reso oltremodo evidente una cosa: c’è bisogno di un cambiamento radicale nel modo di operare delle istituzioni che si occupano di famiglie e minori.

Forse non è però altrettanto evidente che il grande nemico da battere è la speranza che questo cambiamento possa funzionare come una semplice “pezza al sedere”, una ritoccatina qua e là alle leggi vigenti peraltro nemmeno rispettate,

Dal caso “Veleno” ad oggi: servono davvero le commissioni di inchiesta?

Il caso chiamato “Veleno”, anche conosciuto come dei “falsi pedofili della bassa modenese”, portato sulla scena mediatica dal giornalista Pablo Trincia, sta oggi scatenando l’effetto domino, facendo crollare il muro di omertà che per decenni ha protetto quello che possiamo definire come un vero e proprio “mercato degli affidi”.

Quello che sta emergendo si profila come lo scandalo di portata nazionale più tragico e allo stesso tempo vergognoso nell’intera storia della nostra repubblica, una vera e propria “Infantopoli”.

L’ideologia del CISMAI: il punto “zero” del mercato degli affidi

Il CISMAI, Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia, nella sua Dichiarazione di consenso in tema di abuso sessuale approvata dall’Assemblea Nazionale dei soci tenutasi a Roma il 15 maggio 2015, “fornisce linee guida per gli interventi degli operatori psico-socio-sanitari in relazione ai casi di abuso sessuale ai minori”.

Tali linee guida sono state oggetto di una diffusa attività di formazione erogata dagli operatori CISMAI e rivolta a giudici dei tribunali minorili, avvocati e assistenti sociali che negli ultimi vent’anni si sono occupati di famiglie e di minori.

Realtà o utopia? È possibile apprendere in modo rapido, stabile e piacevole?

C’è chi pensa che i ragazzi non siano motivati a studiare perché è faticoso. Che si tratti di un modo di pensare errato lo dimostra il fatto che fare sport significa sì faticare ma anche divertirsi: faticoso non è, dunque, l’opposto di piacevole o divertente, così come non-faticoso non è loro sinonimo.

La scuola dovrebbe fare in modo che l’apprendimento sia dal loro cervello classificata come un’attività piacevole, esattamente come giocare e fare sport.

Se qualcuno obiettasse che si tratta di un’utopia si dovrebbe rispondere che quanto soddisfa un bisogno,

Le CTU o relazioni tecniche d’ufficio sono sempre “tecniche”?

Attualmente, il ruolo svolto dal professionista della salute mentale in rapporto al lavoro del giudice rivolto alla famiglia in condizioni critiche è spesso limitato alla consulenza tecnica.

Per poter fornire un valido apporto professionale al servizio della giustizia e – per converso – svolgere un ruolo trainante nei confronti dei provvedimenti presi dal giudice a beneficio del sistema relazionale all’interno del quale il minore si trova occorre che le relazioni dei consulenti tecnici mostrino una validità effettiva sul piano,

Genitorialità: il dilemma del genitore, addestrare o educare i propri figli?

Una sconcertante osservazione a proposito della genitorialità è che il modo in cui educhiamo i nostri figli somiglia per certi versi a quello del domatore che addestra gli animali del circo.

Per quale motivo questi insegna alla tigre a saltare attraverso il cerchio di fuoco e a fare altri esercizi del genere? Per il bene della tigre o per il proprio?

Evidentemente si tratta della seconda ragione, proprio per il fatto che la tigre tende naturalmente a stare lontana dal fuoco e non costituisce affatto un suo bisogno saltarci attraverso.

La “società liquida” e il percorso dell’eroe: un’alternativa al livellamento sociale

La nostra cultura ha ormai ucciso gli antichi eroi e soffocato la dimensione mitologica, sostituendola con una scienza falsamente onnipotente, con l’illusione del tutto e subito ed il sogno del successo senza fatica.

Zygmunt Bauman (ritratto nella foto in alto) definisce “liquida” la vita frenetica e priva di certezze a cui siamo ormai abituati, fondata sul consumismo e in cui tutti sono uguali a tutti perché possiedono le stesse cose che rappresentano i simboli del benessere. In questo scenario “il cambiamento è l’unica cosa permanente e l’incertezza è l’unica certezza”.

Le sirene di Ulisse nella comunicazione: l’attrazione esercitata dal vero e dal giusto

La nostra cultura è intrisa di elementi conflittuali che ci spingono a sviluppare il nostro pensiero sul filo di una quantità quasi interminabile di contrapposizioni.

Si tratta di una sorta di pensiero manicheo in cui il bene si contrappone al male, il buono al cattivo, il positivo al negativo, la razionalità all’irrazionalità, la salute alla malattia, la pazzia alla salute mentale, il successo al fallimento.

Tale modo di pensare mostra la struttura “o questo …o quello”,

Salute e società: siamo davvero nella società del “benessere”?

Gettando uno sguardo alla situazione europea in tema di salute ci accorgiamo che la “società del benessere” inizia a divenire un semplice miraggio.

In occasione del 23esimo congresso dell’EPA (European Psychiatric Association) tenutosi a Vienna nel 2015 è emerso che 165 milioni di persone in Europa soffrono di problemi psichici, per una percentuale del 38,2%.

Si prevede che nel 2030 i disturbi mentali saranno le malattie più frequenti nel mondo, un quadro drammatico che vede le patologie mentali collocarsi sul primo gradino sulla scala della disabilità (26,6%).

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