Questa settimana parliamo di …


I due fondamentali atteggiamenti nella didattica: apprendimento attivo e passivo

Un giorno – narra un’antica storia – il Signore intendeva nascondere la Cosa più preziosa agli occhi degli uomini, in modo che per scoprirla avrebbero dovuto impegnarsi davvero.

Chiese allora al proprio consigliere: «Potrei nasconderla sulla cima della montagna più alta, cosa ne pensi?», al che il consigliere rispose: «Non penso sia una buona idea, prima o poi l’uomo andrà anche lì e la troverà facilmente!».

«Allora potrei nasconderla nel più profondo degli oceani, cosa ne dici?» ribatté il Signore,

Medicina e prevenzione: il “significato” della malattia

Se ci chiediamo qual è la causa di una certa malattia, poniamo ad esempio il raffreddore, la risposta potrà essere l’esposizione al freddo o l’aver contratto un virus influenzale.

Se poi – partendo da questa risposta – poniamo di nuovo la stessa domanda probabilmente otterremo una successiva risposta, come ad esempio una insufficiente risposta immunitaria.

Se continuiamo a porre più volte questa stessa domanda prendendo ogni volta le mosse dalla risposta precedente arriveremo verosimilmente ad un punto in cui non si potrà che rispondere: ‘Non si sa!”.

La famiglia in condizioni di criticità: quando l’allontanamento del minore non è indispensabile

Una questione oggi alquanto dibattuta riguarda cosa fare di fronte a maltrattamenti e abusi ai danni di minori da parte dei genitori o di chi dovrebbe prendersi cura di loro.

La prassi spesso seguita dai Servizi Sociali a fronte di situazioni di grave inadempienza da parte dei genitori prevede l’allontanamento del minore dalla famiglia e la sua ricollocazione in strutture idonee, comunità di accoglienza, terapeutiche o case famiglia.

Più che una scelta suona come un dilemma,

Una forma di prevenzione radicata nella natura umana: l’accoglimento delle emozioni spiacevoli

È certamente capitato a tutti di interagire con un bambino che vuole a tutti i costi qualcosa da un adulto, fino a che tale richiesta finisce per esulare dalla cosa in sé e interessare maggiormente la relazione che esiste tra i due.

Dopo che l’adulto ha negato la richiesta dal bambino e questi si mostra offeso e arrabbiato, se il primo cambia improvvisamente idea e diviene disponibile può trovarsi di fronte a una reazione apparentemente inspiegabile: il bambino ora rifiuta ciò che prima richiedeva insistentemente.

La medicina nella didattica: disturbi specifici dell’apprendimento e parassitosi

Oggi si parla molto di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), un problema che affligge una percentuale sempre maggiore di bambini.

Al momento non abbiamo dati univoci sull’incidenza di questi disturbi anche la stima attuale si aggira attorno al 3-5% a seconda dell’età, dei criteri e degli strumenti di diagnosi utilizzati dai ricercatori.

Si tratta di dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, che mostrano un’alta incidenza di comorbilità con condizioni cliniche quali ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), Disturbi dell’umore,

Scuola e bisogno di autorealizzazione: verso la didattica del benessere

Oggi, all’interno della scuola, assistiamo all’introduzione di nuovi metodi e di strategie innovative. Si guarda con grande interesse al modello finlandese, improntato alla libera espressione e al contenimento del carico didattico in termini di tempo trascorso a scuola e di compiti a casa.

Sulla scia del concetto di “intelligenza emotiva” si parla di “didattica delle emozioni”; sono inoltre stati elaborati metodi per apprendere la matematica in modo divertente (vedi ad esempio il metodo detto “analogico” di Bortolato).

Nel 2010 dagli Stati Uniti giunge a noi la “flipped classroom” o scuola capovolta,

Genitorialità: allarme nuove dipendenze, attenti al telefonino!

Volendo riprendere la seppur dubbia distinzione tra le droghe cosiddette leggere e quelle cosiddette pesanti, siamo oggi di fronte al dilagare di forme di dipendenza “leggera”, che in realtà rivelano il loro devastante potere sulle giovani menti.

Si tratta della dipendenza dal telefonino e dai social, che entrano in sordina nella vita quotidiana dei nostri figli come qualcosa di assolutamente normale, per poi mostrare in molti casi il loro vero volto quando è ormai troppo tardi: il vortice della dipendenza si è ormai innescato e il bambino,

“Ed ora si fa sul serio!”: dal governo giungono davvero le soluzioni?

Appare oltremodo confortante il fatto che chi ci governa si mostri sensibile al vergognoso scandalo del “mercato degli affidi” e volenteroso di porvi rimedio.

Capofila di coloro che si stanno prodigando in tal senso è certamente Alfonso Bonafede, il Ministro di Grazia e Giustizia, il quale con decreto ministeriale del 22 luglio ha istituto una “Squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori”, con il compito di «assicurare il raccordo fra i diversi attori coinvolti nei procedimenti di collocamento dei minori nelle comunità,

Quattro progetti di legge per riformare le istituzioni che si occupano di famiglie e minori.

La tragedia di Biella per tanti anni dimenticata, il caso “Veleno” dei falsi pedofili della bassa modenese, i recenti orrori di Reggio e Bibbiano hanno reso oltremodo evidente una cosa: c’è bisogno di un cambiamento radicale nel modo di operare delle istituzioni che si occupano di famiglie e minori.

Forse non è però altrettanto evidente che il grande nemico da battere è la speranza che questo cambiamento possa funzionare come una semplice “pezza al sedere”, una ritoccatina qua e là alle leggi vigenti peraltro nemmeno rispettate,

Dal caso “Veleno” ad oggi: servono davvero le commissioni di inchiesta?

Il caso chiamato “Veleno”, anche conosciuto come dei “falsi pedofili della bassa modenese”, portato sulla scena mediatica dal giornalista Pablo Trincia, sta oggi scatenando l’effetto domino, facendo crollare il muro di omertà che per decenni ha protetto quello che possiamo definire come un vero e proprio “mercato degli affidi”.

Quello che sta emergendo si profila come lo scandalo di portata nazionale più tragico e allo stesso tempo vergognoso nell’intera storia della nostra repubblica, una vera e propria “Infantopoli”.

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